Immagino che tutti voi sappiate chi fosse Charles Bukowski. A parte i suoi libri e la sua bizzarra biografia, una cosa che mi ha sempre colpito di lui, in senso lentinista, è questa foto, vista anni fa sulla copertina di un libro che mio zio saggiamente mi prestò: notate il fiero orgoglio che mostra lui, come se avesse al proprio fianco Miss Mondo, mentre abbraccia una baldracca sfatta che fa venire le piattole solo a guardarla. Non che lui sia questo fiorellino... Bravo Hank, senza vergogna!
mercoledì 1 dicembre 2010
martedì 30 novembre 2010
Überlentinismo
"Questo libro appartiene a pochissime persone. Forse nessuna di esse esiste ancora. O forse sono i lettori che capiscono il mio Zarathustra: come potrei confondermi con loro ai quali viene oggi prestato ascolto? Solo il dopodomani mi appartiene. C’è chi nasce postumo. Le condizioni per cui mi si capisce, e mi si capisce quindi necessariamente, le conosco fin troppo bene. Bisogna essere integri fino alla durezza per sopportare nelle questioni spirituali la mia serietà e la mia passione. Si deve essere avvezzi alla vita sulle montagne, a vedere al di sotto le meschine ed effimere chiacchiere della politica e dell’egoismo dei popoli. Bisogna diventare indifferenti, senza mai chiedersi se la verità sia utile o fatale per qualcuno… Una predilezione della forza per domande che nessuno ha oggi il coraggio di porre; il coraggio del proibito; la predestinazione al labirinto. Un’esperienza fatta di sette solitudini. Nuove orecchie per una nuova musica. Nuovi occhi per ciò che è più distante. Una nuova coscienza per verità finora rimaste mute. E la volontà per l’economia in grande stile: mantenere la propria energia, il proprio entusiasmo… Il rispetto per se stessi; l’amor proprio, la libertà illimitata in relazione a se stessi… Ebbene! Solo costoro sono i miei lettori, i miei veri lettori, i miei lettori predestinati: che importanza ha il resto? Il resto è soltanto l’umanità. Si deve essere superiori all’umanità. Si deve essere superiori all’umanità per forza, per altezza d’animo, per disprezzo…"
(Premessa a L'anticristo di Nietzsche. Che altro aggiungere?)
giovedì 25 novembre 2010
Lentinismo sacher
Nanni Moretti è il più lentinista dei registi, da sempre. Non a caso sta sulle palle a tantissimi. Invece di uno spezzone di un suo film, quello che lo racconta perfettamente è questo estratto di una trasmissione del ’77, in cui viene contrapposto a Monicelli.
Monicelli è già un monumento del cinema italiano, Moretti un ventiquattrenne che ha finora firmato un solo film. Ma notate l’atteggiamento: guarda in basso, si soffia il naso, ci si aspetta che da un momento all’altro Monicelli gli dia un ceffone.
E la faccia strafottente che fa alla fine, è semplicemente perfetta!
(Purtroppo l’intervista completa non si trova più su youtbe: se qualcuno la trova intera e me la segnala gliene sarò grato.)
Partite da 4’ 25”.
mercoledì 24 novembre 2010
Lentinismo chi?
1967, gli inglesi Who vengono presentati agli Americani in uno show TV: è la loro occasione per farsi conoscere, il momento di essere gentili e paraculi.
Il presentatore li tratta da marziani, e loro rispondono a tono. Ma in particolare il loro batterista, Keith Moon, esordisce lentinescamente (alla domanda “come ti chiami?” risponde “i miei amici mi chiamano Keith. Tu puoi chiamarmi John”) dopodiché pensa bene di mettersi a suonare una batteria imbottita di esplosivo: sul più bello la batteria salta su, assordando il chitarrista e dandogli fuoco ai capelli e trasformando l’esibizione in una scena da film di guerra, per la costernazione del povero presentatore. Nel Lentinismo è importante farsi riconoscere subito e Keith c’è riuscito alla grande. Pressocché superfluo sottolineare che il pezzo eseguito è una pietra miliare del rock, e che Keith Moon morirà di overdose a 32 anni ("I hope I die before I get old").
lunedì 22 novembre 2010
Lentinismo illuminista
Non c’è certo bisogno di spiegare chi sia Voltaire. Quello che voglio trascrivere qui sono le sue ultime parole. Essere in punto di morte è un momento delicato, si sa: la gente si ammorbidisce, si converte, abbraccia i cari. Insomma, un momento in cui, se il Lentinismo c’è, deve uscire fuori. E Voltaire, al prete che gli faceva la classica domanda “Rinunci a Satana?” rispose morendo “Mio buon uomo, questo non è il momento per farsi dei nemici...”
Un’uscita di scena alla grandissima.
giovedì 18 novembre 2010
Lentinismo bauscia
Peppino Prisco, storico avvocato dell’Inter, fu il prototipo del tifoso dalla battuta fulminante. Ma qui non citerò le sue famosissime uscite su milanisti e juventini, bensì una sua frase più ascrivibile al Lentinismo per evidente senso di superiorità e pura arroganza milanese:
“Il Genoa non vuol più incontrare l'Inter a San Siro? Che vada in serie B!”
martedì 16 novembre 2010
Valentinismo
Donington 2002: Rossi arriva primo e festeggia sedendosi perpendicolarmente sulla moto che va. Biaggi arriva lanciato e lo passa da vicino. Qua il signorile commento di Valentino.
Ah, i motociclisti, quanto lentineggiano!
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