lunedì 9 maggio 2011

Lentinismo gobbo


Ci fu un’epoca in cui la Juventus non era sinonimo di partite rubate e arbitri chiusi negli spogliatoi, nè di partite rubate e doping, ma solo di partite rubate e di quello che veniva definito “stile Juve”: un misto di snobismo, innato senso di superiorità e qualche gesto di classe. Il massimo esponente dello stile Juve fu probabilmente Michel Platini, protagonista nel 1985 di un gesto sottilmente lentinista.
Nella finale della Coppa Intercontinentale segnò un goal bellissimo che fu ingiustamente annullato (ingiustamente! Alla Juve! Che tempi!)
Come protesta, invece di una delle reazioni scomposte e teatrali che tanto si usano ora, si stese semplicemente sul campo, come una statua classica. Un gesto fortissimo, come a dire “non gioco più”, ma meraviglioso perché non passibile di sanzione: da nessuna parte, infatti, il regolamento del calcio vieta di sdraiarsi per terra. Sublime.


Il gesto più famoso dell’altro grandissimo francese, invece, come tutti sanno è una volgare testata: non ci sono più i Francesi di una volta.

giovedì 5 maggio 2011

Lentinismo filosofico


Max Stirner è stato un filosofo tedesco dell’800. Poco conosciuto, difficile da catalogare. Rifiutava ogni corrente, ideologia, morale, religione: per lui sono tutte superstizioni. 
Conta solo l’egoismo. Solo se stesso è sacro.

Il suo libro “L’unico e la sua proprietà” è abbastanza tosto ma ha un gran pregio: quali che siano le vostre idee, vi farà probabilmente incazzare. Non so davvero perché i nazisti non gli abbiano dato l'onore di inserirlo fra i libri da bruciare. 

martedì 3 maggio 2011

Lentinismo subsonico


Prendere l’accusa più classica e fastidiosa che un gruppo possa sentire, quella di non essere più stati all’altezza del proprio album migliore nel proseguio della carriera.
Fare diventare quell’accusa il ritornello di una canzoncina demenziale (“Non siete riusciti a bissare Microchip emozionale”).
Chiedere ai propri fan di contribuire alla stesura del testo, trasformandolo in una serie di accuse, e quindi un elogio del fallimento.
Trasformare la canzoncina in una canzone vera, che dal vivo funziona eccome.
Non sarà Frank Zappa, ma merita un elogio.

giovedì 28 aprile 2011

Lentinismo giocherellone


Nel primo dei 425365 film dell’era moderna su Batman, (quello di Tim Burton), Nicholson è un perfetto Joker, e si presenta subito alla grandissima, in un breve ma efficace scambio di battute con Jerry Hall.

Andate al secondo 0’ 51” del trailer


(In italiano: “Sei in gran forma!” “Non te l’ho chiesto”)

mercoledì 27 aprile 2011

Lentinismo pubblicitario


Aneddoto su Sir Frank Lowe, uno dei grandi della pubblicità.
Festa in un’agenzia pubblicitaria. Una segretaria sale in ascensore con Frank Lowe e gli chiede come se nulla fosse “Che ne diresti di un pompino, Frank?”. Lui la squadra e le risponde “Ed io che ci guadagno?” (in originale, “So Frank, how about a blow job?” “What’s in it for me?”).
Non saprei che altro aggiungere, se non che amo questo lavoro.

mercoledì 6 aprile 2011

Criptolentinismo


Nel ’95 Eric Cantona, all’epoca al Manchester United, espulso durante una partita, fu insultato da un tifoso avversario. Scavalcò le transenne e gli dette un calcio volante in faccia. Fin qui è storia nota.
L’altra metà di questa edificante vicenda avvenne qualche settimana dopo, durante l’attesissima conferenza stampa. Cantona disse solo questa splendida e sibillina frase, in seguito analizzata come neppure i Rotoli del Mar Morto: Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine.” Sottile e bastarda. I giornalisti inglesi probabilmente non sono ancora sicuri di averla capita.


Che bello se tutti i calciatori parlassero così.

martedì 5 aprile 2011

Lentinismo cancerogeno


La stand-up comedy, cioè i monologhi umoristici, raggiunge in America una dimensione di cattiveria che qui ci sogniamo (e che al massimo Luttazzi può tentare di copiare). In rete trovate una marea di spezzoni sottotitolati dei vari Chris Rock, Billy Connolly...
E naturalmente di Bill Hicks, il migliore. Cioè il peggiore. Capace di tessere l’elogio di fumo, alcool e droga di fronte all’America più politically correct. Capace di insultare DAVVERO tutto e tutti, con intelligenza lucida e feroce. La sua filosofia di vita? “It’s just a ride.” Se dovessi essere qualcun altro (e non potessi essere un certo allenatore portoghese), vorrei essere lui. Anche se nel mio caso questo comporterebbe essere già morto da tre anni.

(come bonus, un pezzo “antiecologista” di un altro grande, George Carlin)