venerdì 18 febbraio 2011

Lentinismo hollywoodiano


Michael Cimino rappresenta un percorso di carriera brillantemente lentinista. Esponente della nuova generazione di grandi registi americani anni ’70, più pazzo degli altri, lottò sempre per avere il controllo totale dei suoi film.
Realizzò così “Il cacciatore”, uno dei più grandi film di sempre, vincendo la sua scommessa, (e cinque oscar).
Ebbe finalmente carta bianca da parte della United Artist: girò così il film successivo, “I cancelli del cielo”, un altro filmone. Risultato? Il film venne demolito dalla critica, fu un tale flop che la casa di produzione, la United Artist, fallì, e la carriera di Cimino fu stroncata per sempre. Ineccepibile!

giovedì 17 febbraio 2011

Lentinismo sodomitico


Oscar Wilde faceva impazzire la Londra vittoriana: troppo brillante, troppo avanti, troppo finocchio per quella gente triste. Tentarono in tutti i modi di farlo tacere, finendo per processarlo per “immoralità”. Ovviamente Wilde si difese da solo, e alla grande, in nome dell’Arte. Li tirò così scemi che si attaccarono al reato di sodomia (!) per stroncarlo.
Ecco un esempio della sua linea difensiva:

ACCUSA: Lei ha letto "Il prete e il chierichetto"?

WILDE: Sì.

ACCUSA: Non dubita che quello fosse un racconto sconveniente?

WILDE: Dal punto di vista letterario era altamente sconveniente. Per uno che si occupi di letteratura è impossibile giudicarlo diversamente. Per "letteratura" intendo il trattamento, la scelta del tema e così via. Giudicai pessima la forma e pessimo il soggetto.

ACCUSA: Se non sbaglio lei è dell'idea che non esistano libri immorali.

WILDE: Infatti.

ACCUSA: Posso concludere che per lei "Il prete e il chierichetto" non era uno scritto immorale?

WILDE: Era peggio che immorale. Era scritto male.

martedì 15 febbraio 2011

Lentinismo antinazista

Il 9 agosto del 1942 si svolse quella che è passata alla storia come la Partita della Morte. Avete presente Fuga per la Vittoria? Ecco, il film è ispirato a quella partita, con alcune differenze: prima di tutto si svolse a Kiev, fra calciatori locali, riuniti in una squadra chiamata Start, e ufficiali tedeschi. Secondo, i Tedeschi si fecero vivi nell’intervallo (erano sotto) e furono chiari: o perdete la partita, o vi fuciliamo. Terzo, la partita non finì in un pareggio: i giocatori della Start, nonostante la minaccia, vinsero facendone cinque. Infine, i giocatori non riuscirono a fuggire, come nel film, ma nei giorni successivi furono quasi tutti catturati, torturati da quei mattacchioni dei nazisti e trucidati. Chissà cosa gli è passato per la testa per portarli a vincere quella partita nonostante la minaccia: orgoglio nazionale, smania di vittoria costi quel che costi o che. Ma di certo immagino, al momento della fucilazione, QUEL ghigno sulla loro faccia: “potete fucilarci quanto vi pare, ma resta il fatto che vi abbiamo fatto cinque pere!”

lunedì 14 febbraio 2011

Lentinismo ministeriale


So che si sfiora la perversione, ma Brunetta mi è simpatico. Sarà quell’atteggiamento incalzante e aggressivo, sarà quel ghigno orrendo, sarà che mi sembra capace di ridere di sé, sarà come tratta la Bignardi, una che si merita di intervistare giusto gente come Jovanotti e Fabio Volo.



mercoledì 2 febbraio 2011

Lentinismo zingaro


Una decina di anni fa l'Ajax comprò un promettente attaccante di neppure 20 anni.
Il giovanotto si presentò ai compagni di spogliatoio in punta di piedi. 

“Ciao, io sono Zlatan. E voi chi cazzo siete?” 

Chissà se gioca ancora, e in che squadra.

martedì 1 febbraio 2011

Lentinismo della Magliana


L’avvocato Carlo Taormina non è proprio il mio idolo: ha difeso gli ufficiali nel processo Ustica, Andreotti, Priebke, Craxi, Freda, Muccioli… Quando in un processo per pedofilia ha difeso gli interessi dei bambini, quasi tifavo per i pedofili.
Ma in questo breve video dimostra di avere le palle in titanio. Voglio dire, immaginate di fronteggiare in aula non un qualunque delinquente ma Maurizio Abbatino, l’ultimo boss della banda della Magliana, cioè Il Freddo di Romanzo Criminale, che minaccia esplicitamente di spararvi, come reagireste? Avreste l’arroganza di dargli pure una risposta sarcastica, come fa lui?


(Il dialogo fra i due gentiluomini è proseguito così: "Sarei disposto ad eseguirla io stesso. Sta succedendo qualcosa alla mia famiglia". Taormina: "E che m'importa a me della sua famiglia?". "Neanche a me frega niente di lei, avvocato". Auguri, Taormì!)